Chi è rimasto al Ponticello Beach dopo le 23 mi ha parlato di fuochi d’artificio da far invidia a quelli di San Pietro. A quell’ora li sentivo da casa mia, pronta per infilarmi a letto. Me ne sono andata giusto giusto prima che cominciassero e che i miei amici, abbracciati all’ottantottenne Pino il Bagnino, si godessero lo spettacolo a naso all’insù.

pino il bagnino

La serata era già cominciata all’ora dell’aperitivo.

Dopo un’ardua opera di convincimento su Bustling Michele sull’opportunità di andare o meno in un luogo “da famiglie”, lo convinciamo illudendolo che tanto, a due minuti da Cremona, si può velocemente cambiare posto. Ma la serata si rivelerà ben diversa (sorrisetto satanico)…

Le amiche di Michele colonizzano il tavolo della cena e lì ci rimangono per delle ore, anche perché, diciamocelo, la velocità del servizio non è proprio al top del livello. Ahimé, lasciatemelo dire, il Ponticello ha il suo perché, il posto è splendido e con tanto potenziale, ma la parte della cena pecca su diversi aspetti.

Il menù è il più classico dei classici per Ferragosto: grigliata e patatine. Ma io e la Eli ordiniamo un’insalatona che prima c’è, poi pare non esserci e alla fine invece c’è. Potere delle donne.

Gli altri vanno sullo spiedino e sulla grigliata e poi prendiamo tutti delle patatine.

I prezzi non sono dei più economici: 7 euro per un misero spiedino su un letto di due sottilette di polenta, per dire. E anche la grigliata di Michele è scarsa per 15 euro, senza neanche un panino d’accompagnamento. Ma sorvoliamo sul vil denaro.

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La cena si fa attendere più di un’ora e mezza (o forse erano due?). I piatti degli altri ci sfilano sotto al naso come miraggi e anche chi arriva dopo di noi viene servito prima. I poveri camerieri si fanno in quattro per far fronte a tutte le richieste e sono letteralmente assaliti dagli avventori. Nell’attesa sgranocchiamo un po’ di patatine del sacchetto, ond’evitare di sgranocchiare le gambe del tavolo.

Alla fine, faticosamente, arriva tutto e spazzoliamo avidamente i nostri piatti: si sono fatti attendere ma sono buoni. Mangerei volentieri un gelatino, ma i gelati confezionati sono finiti. Ok, ripiego sulla Sorbetteria.

Sono quasi le undici e tra poco il Po sarà illuminato dai bagliori dei fuochi.

A proposito dell'autore

Flavia Vighini

Cremonese, antispecista, koumpounofobica. Già ti sento: Koumpouno-che?? Odio i bottoni. Sì, li odio, li detesto! La polo è la mia peggior nemica. Amo tutto di Cremona: la città: la luce che batte contro il Duomo al crepuscolo, i liutai, il mercato del sabato mattina, i tramezzini di Ugo, i fiori di pioppo; tutto tranne le zanzare. Nella vita mi occupo di relazioni internazionali. Mi piace scrivere, leggere e conoscere persone nuove. Nelle mie pause pranzo studio Lettere e beni culturali alla facoltà di Musicologia di Cremona.