Dopo tanti inviti da parte di Simona, finalmente quest’anno sono andata a trovarla in Kenya.

Si pensa che il Kenya sia una meta turistica adatta per i mesi invernali. In effetti i mesi dicembre, gennaio e febbraio sono quelli di alta stagione, i più secchi e i più caldi. Io però ho preso ferie tra fine agosto e inizio settembre, ma i miei dubbi sono stati cancellati da un messaggino di Simona con la foto di un mare da favola che mi ha tranquillizzata. In neanche un’ora avevo acquistato il volo.

Non tutti hanno un punto d’appoggio in Kenya, per questo spero che questa guida vi sia utile per organizzare la vostra vacanza e sfruttarne al meglio i giorni. Se comunque desiderate un punto di riferimento, o un consiglio, scrivete pure a Simona (styleshowroom@gmail.com)!

Prima di tutto specifico che la destinazione del mio viaggio è stata Malindi (sì, dove Briatore ha il suo villaggio) perché Simona abita lì da 10 anni.

A Malindi c’è un aeroporto internazionale, ma quello di Mombasa (a 2 ore e mezza di distanza) ha più scelta a livello di compagnie aeree. Tutti gli espatriati in Kenya preferiscono volare su Mombasa e poi fare la tratta Mombasa-Malindi in auto. Così l’ho fatto anche io.

Ho trovato un buon volo diretto andata e ritorno da Milano combinando i voli di Meridiana e Neos sul sito Opodo. In alternativa vi consiglio di controllare i voli della Turkish Airlines e della Ethiopian Airlines. Io ho speso 730 euro ma si può trovare anche a meno, col compromesso di uno scalo e qualche ora in più di viaggio.

Arrivata all’aeroporto di Mombasa, dopo 8 ore di volo, ho sbrigato le procedure per il visto (costo 50 euro). Dal 1° settembre 2015 è diventato però obbligatorio richiederlo online a questo indirizzo.

Ad attendermi fuori dal piccolo aeroporto c’era l’autista che mi ha procurato Simona che senza nessun intoppo mi ha portata a Malindi, al Blue Key Resort.

Il Blue Key Resort era un ex hotel 5 stelle lusso, mentre oggi è un un complesso residenziale con 3 piscine e la sicurezza in spiaggia e all’ingresso (gli ascari). Si trova proprio di fronte alla bella spiaggia di Silversand. Simona mi ha trovato sistemazione in un appartamentino in affitto composto da camera da letto, bagno, cabina armadio e veranda.

E ora veniamo al bello. Cosa fare a Malindi?

Se avete letto i post di Simo della sezione Malindi di Bustling Town saprete che ci sono vari ristoranti e locali dove andare, per cui tralascerò questa parte. Avrete imparato già conoscere la Malindi vissuta da una residente.

Io invece mi propongo di raccontarvi Malindi e il Kenya dal punto di vista di una turista.

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La cosa fondamentale da fare in Kenya è il safari. Non potete andare in Kenya senza fare almeno due giorni nella savana cercando di vedere il leone (se siete fortunati) e ammirando le gazzelle, gli elefanti e le giraffe. Io ho avuto la fortuna di vedere il ghepardo, purtroppo il leone non l’ho visto, ma la leonessa con i cuccioli sì. Splendida. Alloggerete in un campo tendato e durante la notte potrete sentire i barriti degli elefanti che si avvicinano alle tende. Dopo cena noi abbiamo anche ascoltato il racconto del masai intorno al falò. Un’esperienza unica. Il costo per un paio di giorni di safari (basico) si aggira sui 200 euro. Considerate che solo l’ingresso al parco protetto costa 100 euro, il resto serve per pagare il pulmino, l’accomodation, pranzo, cena e colazione al campo tendato e l’acqua fresca per la giornata.

Sempre in tema di animali, a Malindi potete visitare la Falconery. E’ un parco dove è possibile ammirare vari falchi, gufi, serpenti e tartarughe. Non avrei mai immaginato che le tartarughe fossero animali affettuosi e desiderosi di coccole! Prezzo: sui 5 euro.

Riguardo alle spiagge, le zone più belle sono quelle di Watamu. Nei giorni in cui mi trovavo a Malindi sulla spiaggia di fronte a casa c’erano parecchie alghe secche. E’ bastata però una breve passeggiata sul lungo mare per arrivare a delle bellissime piscine naturali che non hanno nulla da invidiare alle Maldive! In aggiunta se volete fare un’esperienza paradisiaca dovete fare il safari blu. In cosa consiste?

Si parte al mattino in barca, una barca con una parte di fondale in vetro dal quale, quando si ferma, si vedono i pesciolini. La nausea mi ha fatto domandare più volte chi me lo avesse fatto fare, ma quando la barca si è fermata su un atollo in mezzo al mare, che emerge durante la bassa marea, ho capito che ne valeva la pena. Solo noi al centro del mare su un isolotto di pochi metri di sabbia finissima. E’ un posto dove fare foto mozzafiato. Qui potete vedere le stelle marine e i ricci di mare. La cosa bella è che il marinaio tira fuori la griglia e cucina pesce e riso al cocco in mezzo all’oceano. Non potete perdervelo, ma munitevi di Travelgum. Costo 40 euro, pranzo compreso.

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Il cibo. Beh, qui la cucina si basa molto sul pesce e sul riso. Di tipico ci sono le samosa, dei triangolini di pasta fritta leggermente e ripiena di verdure o carne. Poi ci sono i chapati, una specie di piadina a base di farina, acqua e sale e poi cucinato in padella con un filo d’olio.

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Da ultimo i trasporti. A Malindi ci si sposta comodamente con il tuc tuc, una specie di Ape. Con pochi scellini si va in centro, si fa la spesa, si va nei negozi. Ne passano in continuazione.

Devo dire che sono stata molto soddisfatta di questa vacanza e sicuramente tornerò. Simona… arrivo!!!!!!

A proposito dell'autore

Flavia Vighini

Cremonese, antispecista, koumpounofobica. Già ti sento: Koumpouno-che?? Odio i bottoni. Sì, li odio, li detesto! La polo è la mia peggior nemica. Amo tutto di Cremona: la città: la luce che batte contro il Duomo al crepuscolo, i liutai, il mercato del sabato mattina, i tramezzini di Ugo, i fiori di pioppo; tutto tranne le zanzare. Nella vita mi occupo di relazioni internazionali. Mi piace scrivere, leggere e conoscere persone nuove. Nelle mie pause pranzo studio Lettere e beni culturali alla facoltà di Musicologia di Cremona.